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mercoledì 22 febbraio 2017

She's on fire!




Premessa: non sono superstiziosa.
Anzi, mi sono sempre divertita a infastidire le persone superstiziose, mia nonna in primis! Vedevo il panico nei suoi occhi quando incrociavo le posate sul piatto o quando spargevo (apposta) il sale sulla tavola...ehehehe!

(Che stronza direte voi, e avete ragione!)

Fatto sta che venerdì 17 si fonde la macchina da cucire.
Giuro poco ci manca che andava a fuoco, abbiamo eletto il papa in laboratorio dalla sfumara bianca che c'era.

Il tutto è iniziato mercoledì, inizia ad andare (non andare) per i fatti suoi e venerdì si blocca.
Se fossi stata una persona furba avrei aspettato il tecnico, ma ovviamente venerdì avevo un mercatino a Verona ed era basilare che io finissi un po' di cose.


Dopo innumerevoli parole irripetibili, presa dal panico chiamo il cugino McGuiver, il quale smonta e rimonta e taaaac...magia! La macchina funziona!
Top. Stefano ti lovvo, ti sposo. Ah no, sei mio cugino, allora ciao.

Torno a cuci felice, pare vada tutto bene e fumo. Tanto, troppo fumo.
Puzza.
Tanta, troppa puzza.

Facciamo ciaone alla macchina da cucire.


Per l'occasione è stata ribattezzata Giovanna.


Ah, dovete sapere che Giovanna l'ho ereditata dopo la dipartita della nonna superstiziosa.

Quindi...il karma esiste sono stata punita per tutte quelle volte che l'ho infastidita.

Ops.

Ma nella sfiga sono stata fortunata, very very very lucky, mi hanno prestato una macchina da cucire!
Per un breve periodo ma almeno c'è!

Mi sto quindi muovendo per procacciarne una nuova, che sia phica, forte, potente, che faccia il caffè (magari), che sia super super!!

Ho già individuato delle candidate ma ho tipo perso cinque anni di vita quando ho visto i prezzi.

Bene, ma non benissimo.

Quindi che fare?!

Perchè non iniziare una raccolta fondi online?

Io nella mia attività ci credo, un passo alla volta sto raggiungendo i miei obiettivi, sono felice, mi diverto e...questa battuta d'arresto proprio NON ci voleva.

Voglio vedere questo imprevisto in chiave positiva e costruttiva, ora ho davvero la possibilità di smettere di sognare (si sognare, avendo una partita iva sono un po' strozzata dai costi...) un'attrezzatura super professionale e resistente, dopotutto la macchina della nonna si è fusa per un'eccessiva mole di lavoro!!

Recentemente ho chiesto consiglio su instagram, Federica e Matteo sono stati dolcissimi inviandomi link e incoraggiamenti via email, poi Erika (Pretty in Mad, dai non potete non conoscerla!!) mi ha consigliato la piattaforma eppela, ricordandomi che anche lei si è trovata in una soluzione analoga ed è stato grazie ai suoi sostenitori se ha potuto prendere un'attrezzatura super duper!

Beh io inizio già a ringraziare queste tre persone super top, grazie a voi mi sento più fiduciosa e motivata, GRAZIE!!!

Ed ora...avanti tutta!!

JuBi

martedì 16 agosto 2016

In my Shoes -ossia- Nei panni di JuBi #1

Conosciamoci meglio, sono sempre qui a straparlare, a saltare di palla in frasca tra vari argomenti e mi sembra giusto parlarvi un po' di me (madddaaiiii!)


Oggi parliamo di cosa c'è dietro JuBi, com'è nata JuBi.

Ho sempre amato il fatto a mano, la passione e l'impegno, le sconfitte e i successi che vengono trasmessi da un "semplice" oggetto.

(quello che vedete nella foto è il mio ultimo acquisto, un anello in ceramica creato dalla bravissima Maria Luisa Bagnasco de "la grenouille")

Vengo da una famiglia con zii falegnami e una nonna professoressa di matematica (la quale non mi ha trasmesso un gene che uno scientifico, grazie eh!) che si dilettava nella pittura, quindi diciamo che la manualità è nel sangue.

Fin da piccina mi costruivo i giochi che desideravo (tipo il bracciale della magica Emi, o lo scettro di Sailor Moon, per poi passare a quello di Sailor Pluto, molto più phica e cazzuta!!), fino ai 19 anni muri e lenzuola erano le mie tele, le sgridate della mamma la mia colonna sonora giornaliera.

-poi la gente si chiede perché sia sorda, avete idea degli acuti che può raggiungere Donna Barbara?-
(ecco questa è la mia classica faccia da "whaaaaaaat?!")



Elementari e medie le ho passate avendo il massimo dei voti in Educazione Artistica, le superiori le ho passate all'Istituto d'Arte dove passavo le lezioni extra tra il laboratorio del legno, il laboratorio di ceramica e l'aula di disegno.

Ok in ceramica ero davvero una schiappa, il laboratorio del legno lo adoravo ma una brutta allergia alla polvere ci ha allontanati, bella roba.

Ridendo e scherzando cinque anni sono volati, il fumetto e l'animazione sono sempre state le mie passioni (andate a dare un'occhiata alla mia libreria, avrò centinaia e centinaia di manuali, manga e fumetti vari!), ho dei genitori il cui mantra è "la vita è una sola, segui le tue passioni!"
Immaginate quindi il mio stato d'animo quando dissi loro "vorrei frequentare l'accademia di fumetto ed animazione!" e mi risposero "STO CAZZO!"
...
...
...
Ok non risposero proprio così ma ci siamo capiti no?
Per farla breve (AH-AH-AH) il succo del discorso era "se non hai una laurea non hai nulla in mano", come no, si è poi visto a quanto è servita!

Bello schifo.

Atesta china accetto (stolta!), decido di cercare un corso di laurea che si avvicini a quello che mi interessa e parto alla volta di Firenze, direzione Disegno Industriale, indirizzo Interior Design.

Cazzata.
Incubo.
Disperazione.
Capisco subito che non è la mia strada, ma da brava caprone testarda che sono decido di portare a termine ciò che ho iniziato.
Complice un appartamento carino ma coinquiline da incubo inizio la mia discesa nella disperazione totale, fortunatamente i miei comprendono il mio disagio e mi portano via per i capelli e ad Aprile mi ritiro.

Rinasco, inizio la stagione al mare e li mi approccio a quello che sarà un altro grande amore/odio della mia vita, il lavoro da cameriera.
Ma questa è un'altra storia!

Con l'inizio dell'anno accademico decido di ritornare a Firenze, cambio corso, cambio casa, cambio giri e arriva la felicità.
Il nuovo corso non mi soddisfa appieno, ma tra le varie ipotesi era la meno peggio, quindi tra una peripezia e l'altra mi laureo, e arriva la mia fortuitissima rivincita!

La mia tesi verteva su Hayao Miyazaki e sulle sue tecniche di animazione, realizzo un cortometraggio a cui lavoro per circa un anno (che poi a rivederlo non era poi tutto questo granché!) e ...TAAAC!
Posso dire che è stato un dei giorni più felici della mia vita, ce l'ho fatta, ho realizzato un sogno e ho potuto chiudere un capito a cuor leggero.

(ecco nella foto potete vedere la mia educatissima felicità nel salutare la facoltà!)

Mica male eh!

Immensa soddisfazione nel prendere il massimo punteggio a cui potevo aspirare (no, non ho preso 110, la mia caprosità non mi permetteva di vederlo neanche col binocolo!) e ho anche tenuto una lezione all'università sul mio progetto!
Ciao proprio!

Finiti i miei quindici minuti di gloria subentra il panico, e adesso che faccio?!
Ho fatto uno stage in uno studio di grafica dal quale son scappata, no non era decisamente la mia strada.

Il moroso dell'epoca era in Erasmus a Montpellier, in Francia, quindi decido di raggiungerlo.
Gironzolando per la città mi imbatto in un negozietto spettacolare (o favolizioso come direbbe una cara amica!), al suo interno c'erano due ragazze impegnate alla macchina da cucire le quali avevano esposto i loro prodotti, tutti pezzi unici e realizzati in tiratura limitata.
Un'epifania.
Quindi mi sono detta "che idea fantastica! E se provassi anch'io?" fu così che iniziò la mia avventura nel magico mondo della sartoria.


Da questo episodio sono oramai passato cinque, sei anni, da allora non ho mai smesso di cucire, informarmi, provare, viaggiare alla scoperta di nuove idee, stimoli e tessuti, e non ho alcuna intenzione di fermarmi qui!!

Perché chiudersi nel proprio laboratorio/casa/ufficio quando fuori ci aspetta un mondo fantastico, unico e colorato?
I nuovi stimoli sono ovunque, si scoprono cose nuove e nuove mentalità anche andando solo a far due chiacchiere col barista che ci sta servendo un caffè o col giornalaio sotto casa!

In conclusione...quando vi viene detto che con un prodotto artigianale acquistate passione, impegno, studio, felicità e sorrisi, ma soprattutto fallimenti, lacrime e sudore, CREDETECI! Vi assicuro che è tutto vero!
Voi stessi quando preparate una cena per gli amici o organizzate una festa a sorpresa ci mettete lo stesso impegno.

Noi artigiani ci mettiamo davvero il cuore, acquistando i nostri prodotti prendete in mano anche la nostra vita e le nostre esperienze, noi artigiani siamo il nostro prodotto!!



JuBi

martedì 15 dicembre 2015

La giornata No. Come superare l'apatia (non so come fare)


La giornata No.
Capita a tutti no?
No, no, no, no e no. Pare che sia la mia parola del giorno...cominciamo col ringraziare la pazienza che portano le persone che mi stanno accanto!

Volevo fare un post simpatico ma oggi proprio no, è la giornata No! Chi te l'ha fatto fare, direte giustamente voi...e invece no, io scrivo!

Perché non fare un elogio a questa giornata? Voglio dire...capita a tutti, super spesso, ma altrettanto spesso non se ne parla. Forse perché effettivamente si tende a non voler far sapere i fatti propri a tutto il mondo e quindi ci si tiene dentro tutto...ma la giornata No mica è dovuta a qualcosa in particolare, è No e basta!

Ad ogni modo, eccoci qui a parlare della mia giornata No.
Non inizia per un motivo preciso, è così, eppure mi alzo dal letto sempre alla stessa ora, scendo sempre con lo stesso piede (ecco forse abbiamo già trovato il primo problema, la routine?!) però quando apri gli occhi ti senti uno strano peso addosso (non è il gatto che dorme sulla tua pancia, è più il cinghiale del digestivo Brioschi. Allora abbiamo già risolto. Cattiva digestione.)
E quindi? Cosa fai?
Opzione 1: resti a letto.
Opzione 2: ti alzi incazzato come una biscia.
Qualsiasi opzione tu scelga lo smaronamento non passa (e poi al lavoro bisogna andarci, mica puoi chiamare dicendo "bel sono smaronato, me ne resto a letto col cinghiale. Passo e chiudo.") quindi tanto vale che ti rotoli giù dal letto.
Vai in cucina senza la voglia  di metterti su il caffè, ma le giornate No hanno uno strano potere, ti fanno trovare il caffè (freddo) nella moka!

Lo so che questo in realtà è il super potere di madre, ma spero non se ne abbia a male se il merito se lo prende la giornata No.

Giro venti secondi il caffè nel microonde (lo so, fa schifo, ma non credo ci sia bisogno di aggiungere altro) apro la dispensa e..no. Non ho voglia di far colazione.
Chiudo la dispensa, faccio un piombino di caffè e mi chiudo in laboratorio.

Ci provo a contrastare la mia apatia ma in un men che non si dica inserisco la modalità "catalessi" e via che le ore passano veloci!
Di già ora di pranzo?!
E io che cosa ho fatto in queste ore?! Bene! A smaronamento  aggiungiamo smaronamento.
"Giulia cosa vuoi mangiare?"
"Boh"
"Vuoi questo?"
"No"
"Vuoi quest'altro?"
"No"
...
Grazie per la pazienza papà!

Caffè. Passacuore.
Adesso basta. L'apatia mi sta facendo salire l'astio, mi sta facendo tornare una quindicenne incazzata quindi decido di prenderla furbamente in contropiede e scrivo.
Ammetto in tutti questi anni di non aver mai preso in considerazione la scrittura, poi lo psicologo mi ha consigliato di iniziare a buttare nero su bianco i miei pensieri e...ammetto che è DAVVERO terapeutico. Poi ho fatto un passo in più e ho deciso di tediare tutti scrivendo un blog...in realtà lo so che state ghignando alle mie spalle!

Scrivendo l'umore migliora, mi metto in un'altra ottica e cerco di capire che cosa mi passa per la testa. Che cosa accade oggi?
Preoccupazioni: il lavoro. Ammetto che le cose non vanno come vorrei, ho paura che possano non prendere la piega che desidero, però mi dico anche che le cose non  possono andare sempre bene e che i fallimenti spesso e volentieri nascondono grandi soddisfazioni, che prima o poi arriveranno. Arriveranno vero??
Sono oramai cinque anni che ho intrapreso questa attività, anni impegnativi fatti di tanti sacrifici dove sto dando l'anima per queste progetto.
Step superato, decido che vada come vada questo progetto è la mia vita quindi sono pronta ad accogliere a braccia aperte i miei momenti no e di sconforto, ne faccio tesoro e ne esco più forte di prima!
Nostalgia: brutta bestia! Nostalgia di cosa poi? Non lo so nemmeno io, lo ammetto. No in realtà lo so...però mi sento tanto una bimbetta a dirlo...e invece che c'è di male? Non vedo L da quasi due mesi e si, mi manca, tantissimo. Ancora 48h e tornerà in Italia, mi fa strano che siano più pesanti da sopportare gli ultimi giorni che i mesi...vabbè!
Adesso cosa facciamo? Saltiamo a piè pari allo step successivo!
Futuro: a chi non preoccupa? A tutti! Cosa mi preoccupa?
Il lavoro, il non aver ancora trovato la mia strada, lo ammetto, ma so che arriverà il momento prima o poi.
La partenza, ancora un mese e me ne andrò a Cape Town per qualche mese, le emozioni che ora provo sono un mix di felicità e preoccupazione, è tutto un casino ma sono sicura che sarà un fantastico casino, non sarò sola e la partenza sarà l'inizio di una fantastica avventura sia mia personale, sia lavorativa, sia di coppia.

Insomma tutto questo papiro per cosa? Per dirmi "ma di cosa ti preoccupi!"
Che ridere ti alzi la mattina pensando che il mondo ti sia avverso poi basta davvero poco per cambiare ottica e trovare della positività anche nelle giornate No!
Quindi ora trasformano la giornata No in mezza giornata Si, respiro profondo, sorriso e via che si riparte!!

JuBi